Tutela del termine «pelle»: l’appello del GLCC

فراخوان حفاظت از نام چرم

In un incontro a margine della All China Leather Exhibition di Shanghai, il Global Leather Coordinating Committee (GLCC) ha chiesto ai governi di tutelare il termine «pelle» dalle descrizioni ingannevoli. Nel comitato siedono rappresentanti dell’ICHSLTA, che riunisce le associazioni dei commercianti di pelli, dell’International Council of Tanners (ICT) e dell’International Union of Leather Technologists and Chemists Societies (IULTCS).

Logo IULTCS con un globo stilizzato

Un appello per etichette più chiare

Secondo il GLCC, l’uso del termine «pelle» per materiali di altra natura può confondere chi acquista e rendere meno trasparente la concorrenza. Il comitato ha invitato l’Unione europea, che all’epoca contava 28 Stati membri, a promuovere regole comuni e ha incoraggiato gli Stati Uniti a collaborare. Ha inoltre richiamato l’etichettatura dei materiali nelle calzature come punto di partenza per una tutela più ampia.

Dalle calzature agli interni delle auto

A Shanghai il comitato ha citato materiali derivati da fonti fossili e materiali ottenuti da funghi, ananas o residui della vite. Al World Leather Congress, Stephen Jeske di GST, azienda attiva nel rivestimento degli interni automobilistici, ha osservato che alcuni nomi commerciali rendono difficile capire quale materiale sia stato impiegato. Il problema si accentua quando chi vende il prodotto non sa spiegarne la composizione.

Come il comitato definisce la pelle

Nell’appello, il GLCC ha riservato il termine alle pelli animali sottoposte a concia per impedirne il deterioramento. Ha richiamato iniziative in Brasile per applicare le regole nazionali, in Cina per promuovere l’identificazione della pelle e negli Stati Uniti e in Europa per rivedere o armonizzare le indicazioni. Il comitato riconosceva spazio sul mercato per materiali diversi, purché fossero descritti con chiarezza.

Per approfondire, consulta il glossario della concia e dei pellami e il confronto fra pelli della filiera alimentare e materiali alternativi.

Fonte del testo originale: rivista di formazione e ricerca dell’associazione iraniana della pelle.

نظرات

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *