Calzature in pelle in Iran: tecnologia e filiera produttiva

L’aggiornamento delle tecnologie per la produzione di pelle naturale era una delle priorità indicate dagli operatori del settore calzaturiero iraniano. Questo articolo d’archivio riprende il dibattito sulle materie prime, sui costi e sulle prospettive di esportazione, con particolare attenzione al distretto di Tabriz.

Materie prime e competitività

Durante una riunione dedicata ai problemi dell’industria, i rappresentanti pubblici richiamarono la visita del presidente al mercato delle calzature di Tabriz e l’impegno del governo ad affrontare le difficoltà del settore. Tra queste figurava l’approvvigionamento di materie prime dopo il rialzo del cambio. I rappresentanti riferirono che era stato predisposto un canale legale per l’accesso alla valuta necessaria e sottolinearono il ruolo delle imprese private nell’innovazione e nella diversificazione dei prodotti.

Secondo quanto discusso durante la riunione, una filiera più integrata avrebbe potuto ridurre il costo di produzione e migliorare la competitività sui mercati esteri.

Sandali marroni in pelle indossati su un prato

Una filiera che va oltre la scarpa

Un operatore della produzione e della distribuzione osservò che la crescita del comparto avrebbe potuto generare lavoro anche nella concia, nelle schiume sintetiche, nei polimeri, nella petrolchimica, negli imballaggi, nella produzione di stampi e nel tessile. Distribuzione, servizi e riparazioni completavano la filiera. Lo stesso operatore segnalò la pressione delle importazioni irregolari, aumentata secondo le cronache citate dai primi anni Duemila, e chiese un sostegno più concreto alla produzione locale.

Perché investire nella tecnologia conciaria

Shajari, presidente dell’associazione dei calzolai artigiani di Teheran, indicò l’ammodernamento della produzione di pelle naturale come una condizione per sviluppare il comparto. Citò la Turchia come esempio di innovazione nei macchinari. All’epoca stimava l’utilizzo della capacità produttiva attorno al 30%, mentre altre stime citate arrivavano al 40%. Tra gli ostacoli indicava fiscalità, costi energetici, norme sul lavoro, assicurazioni, organizzazione degli stabilimenti e controlli insufficienti sui produttori di materie prime.

Scarpe stringate in pelle marrone stampata accanto a una giacca a righe

Ampliare i mercati di esportazione

Il testo osservava che le esportazioni erano concentrate soprattutto nei Paesi vicini. Marketing professionale, promozione mirata e maggiore presenza nelle fiere internazionali erano le strade proposte per raggiungere altri mercati.

Per approfondire, leggi l’articolo su esportazioni e occupazione nel distretto di Tabriz e consulta il glossario della concia e dei pellami.

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