Un prototipo di Vibram, presentato nel reportage d’archivio del 2016, mirava a recuperare parte dell’energia della camminata per alimentare piccoli dispositivi elettronici. Al progetto contribuirono l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e InStep Nanopower, azienda statunitense attiva nel recupero di energia.

Come il prototipo recuperava energia dai passi
Un modulo integrato nella parte centrale della scarpa convertiva il movimento del passo in elettricità, che poteva essere accumulata per alimentare dispositivi portatili. Il reportage citava una potenza indicativa di un watt a passo normale e stimava che otto ore di cammino potessero fornire energia per un telefono. La resa dipendeva dal peso della persona e dalla velocità della camminata. Il tempo di ricarica effettivo dipende anche dal dispositivo e dalle perdite di conversione.
Sensori, Bluetooth e collegamento ai dispositivi
Il progetto prevedeva un chip Bluetooth per consultare sul telefono informazioni come la temperatura del piede, il numero di passi, la posizione e il livello della batteria della scarpa. Il reportage menzionava anche una porta micro-USB per trasferire energia ad altri dispositivi e una collaborazione con Lenovo per integrare il GPS e collegare la scarpa ai suoi dispositivi.
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