Industria conciaria iraniana: le prospettive del 2019

Alla vigilia del 1398 del calendario iraniano, corrispondente al 2019–2020, Hassan Nasirian esaminava le prospettive della filiera della pelle e delle calzature. Il testo riflette le condizioni e le aspettative di quel periodo.

Il cambio e il costo delle materie prime

Dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano, il rial perse rapidamente valore e l’inflazione accelerò. Il governo cercò di contenere gli effetti della crisi offrendo valuta a un tasso agevolato per alcune importazioni. Secondo l’autore, le difficoltà nell’assegnazione della valuta limitarono l’efficacia della misura. Molti prezzi finirono per allinearsi al cambio di mercato.

Operatore che guida una pelle marrone in una macchina industriale verde

Sebbene le pelli grezze provenissero in larga parte dal mercato interno, anche il loro prezzo risentì della svalutazione. L’autore segnalava che il commercio irregolare di pelli e animali vivi complicava ulteriormente l’approvvigionamento.

Prodotti chimici, produzione e domanda

I prodotti chimici per la concia dipendevano dalle importazioni. Le procedure di registrazione degli ordini e le decisioni contrastanti rallentavano sia le nuove forniture sia quelle già in dogana. Alcuni fornitori europei non rilasciavano fatture pro forma a causa delle sanzioni, mentre le forniture dalla Turchia arrivavano a prezzi più alti. Secondo il testo, alcune concerie ridussero la produzione e il rincaro dei pellami si trasmise a calzature e pelletteria.

Nel frattempo, alcuni marchi esteri lasciavano il mercato e le importazioni di pelle diventavano troppo costose. L’articolo riferisce che i prezzi di pelle e articoli in pelle erano più che raddoppiati e che la perdita di potere d’acquisto aveva ridotto le vendite.

Dettaglio di una giacca in pelle rossa con cerniera e bottoni metallici

Sei proposte per il settore

1. Garantire la valuta necessaria per importare prodotti chimici e semplificare le procedure.

2. Contrastare il commercio irregolare di pelli e animali vivi.

3. Agevolare l’importazione di pelli pesanti allo stadio wet blue quando l’offerta interna è insufficiente.

4. Sostenere il rinnovo della filiera delle pelli leggere per la produzione e l’esportazione.

5. Contenere l’inflazione.

6. Ridurre l’instabilità del cambio e disincentivare le operazioni speculative.

Per Nasirian, queste misure potevano aiutare a stabilizzare i prezzi e sostenere la produzione. In loro assenza, l’aumento dei prezzi e la riduzione dei consumi rischiavano di ridurre produzione e occupazione lungo la filiera.

La politica della qualità di Dalir Leather Industry

In chiusura, Dalir Leather Industry descriveva le proprie priorità: comprendere le esigenze dei clienti, rispettare i requisiti applicabili, coinvolgere il personale, migliorare i processi, ampliare l’offerta e ridurre gli scarti. Il testo indicava ISO 9001 come riferimento del sistema di gestione della qualità adottato all’epoca.

Per approfondire, leggi l’analisi sul rilancio delle pelli ovine e caprine in Iran e lo studio sul finanziamento delle concerie di Tabriz.

Autore dell’analisi originale: Hassan Nasirian.

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