La pelle di storione, sottoprodotto della lavorazione del pesce, può diventare un materiale decorativo per la pelletteria. Il pregio sta nella grana, nel disegno naturale e negli scudi ossei, più o meno evidenti secondo la specie. La scelta della concia dipende dalla struttura della pelle e dall’effetto desiderato: colore naturale, morbidezza e stabilità al calore richiedono compromessi diversi.

Sei metodi di concia a confronto
Al cromo. Nelle prove riportate, il conciante penetrava bene e la temperatura di contrazione (Ts) era intorno a 75 °C. Il trattamento poteva però attenuare la colorazione naturale e lasciare depositi, a seconda della pelle e del processo.
All’allume. Conservava meglio la tonalità originaria, con una Ts fra 62 e 70 °C. La penetrazione poteva risultare irregolare e il pellame più rigido e sensibile all’umidità. Nelle prove il metodo si adattava meglio alla pelle di beluga.
Vegetale. Il tannino di mimosa dava risultati soddisfacenti su alcune specie, mentre nel beluga la penetrazione risultava disomogenea. La colorazione del tannino poteva coprire il disegno originario, un limite importante per gli articoli decorativi.

Con tannini sintetici. Nelle prove con i sintani, una preconcia con aldeidi aiutava a prevenire le screpolature del fiore. La Ts riportata era fra 62 e 65 °C.
Con aldeidi. La Ts era intorno a 70 °C. La glutaraldeide tendeva a ingiallire la pelle. Il testo storico cita anche la formalina e segnala le criticità ambientali legate al suo impiego.

A olio. La pressione o la piega può schiarire localmente la superficie, creando il cosiddetto effetto pull-up. L’effetto può essere voluto oppure penalizzare gli articoli che richiedono un colore uniforme. Per la riconcia il testo indica sintani morbidi e incolori.

Perché la specie conta
Gli autori propongono di combinare preconcia, concia e riconcia in base alla specie. Spessore, distribuzione degli scudi e risposta ai prodotti condizionano il risultato. Anche l’acidità del bagno è stata variata nelle prove in funzione della specie. Le temperature citate descrivono i campioni esaminati.

Dalla pelle grezza alla rifinizione
Rinverdimento e preparazione. Il rinverdimento reidrata la pelle e allontana sale, sabbia e grasso superficiale. Una fase di decalcificazione aiuta ad ammorbidire gli scudi ossei. Nelle prove, durante la preparazione alcalina il carbonato ha dato risultati migliori degli alcali forti. La scarnatura si esegue nel senso della lunghezza. Seguono decalcinazione e macerazione.

Sgrassaggio e piclaggio. L’eliminazione del grasso combina azione meccanica e chimica. Nelle condizioni descritte, lo sgrassaggio in bottale ha dato risultati migliori del trattamento in vasca a pale. Il piclaggio prepara la pelle alla concia minerale o, secondo il processo, alla conservazione.

Concia, riconcia e ingrasso. La concia stabilizza la pelle. La riconcia ne adatta la mano e la struttura, mentre l’ingrasso restituisce flessibilità. Le pelli con scudi più evidenti possono beneficiare della follonatura a secco.

Smerigliatura e rifinizione. Una pressione contenuta durante la smerigliatura limita il surriscaldamento localizzato. Una rifinizione leggera lascia visibili la grana e le marcature che distinguono la pelle di storione.
Schede delle prove originali
Le schede in persiano documentano il lavaggio e il rinverdimento, la concia iniziale e la riconcia fino allo stadio di crust. I dati si riferiscono alle prove descritte nell’articolo originale.



Testo di Ebadollah Yousefzadeh, docente universitario. L’articolo si basa su prove di laboratorio e su una brochure tecnica BASF sulla concia di rettili e pesci. Per i pesci, la brochure tratta lo squalo. Leggi anche l’articolo originale in persiano o la versione inglese sulla concia della pelle di storione.